Prodotti di lusso, idee molto chiare e progetti ambiziosi: così Maria Biandr affronta la prossima stagione

Maria Biandr è un marchio di lusso emergente di borse, scarpe e accessori uomo, donna e unisex. Il brand è giovanissimo (debuttò a Milano nel settembre 2011), ma già ottimamente rodato da un curriculum di ferro: Sabina Fragata e Andrea Maria Maragoni, due giovani designer con idee molto chiare e un’intraprendenza da ammirare, hanno creato il loro brand dopo profonde esperienze all’interno di maison di fama mondiale come Gianni Versace, Prada, Gianfranco Ferrè, Valentino, Dolce & Gabbana, René Caovilla, Guess e Café Noir.

Una preparazione diversificata e policroma, che ha permesso ai due stilisti di confrontarsi sui diversi livelli del fashion market, per approdare infine – come mercato di elezione – sul luxury di nicchia. «Ci rivolgiamo a un mercato molto particolare, maturo, capace di capire e apprezzare un prodotto di altissima qualità basato su una complessa ricerca sia materica che stilistica», raccontano. Un mercato a cui Maria Biandr offre uno stile personalissimo e distintivo, quasi lezioso: «Disegniamo oggetti apprezzabili da tutti, ma immediatamente identificabili come qualcosa di assolutamente diverso».

Obiettivo ambizioso, che Fragata e Maragoni perseguono con un efficace uso del plexiglass e della sua trasparenza come simbolo di purezza di linee e forme. Profili ora geometrici e squadrati, ora morbidi e curvilinei si sublimano in clutch di raffinata eleganza, impreziosite da minuterie fuse in oro opaco-chiaro. Oggetti che, in un solo anno, sono riusciti a imporsi in una ristretta, ma estremamente esclusiva rete di punti vendita tra Milano, Parigi e Londra. Anche se il sogno resta un proprio atelier. «Il nostro punto di arrivo è una piccola boutique, una sorta di salotto all’interno del quale poter esprimere tutta la nostra vena artistica. Essere piccoli e di nicchia non significa non avere obiettivi ambiziosi e crediamo che uno spazio tutto nostro potrebbe aiutarci a far capire al meglio i valori che si celano dietro alle nostre creazioni».